Musicoterapia al Craveri con i malati di Alzheimer

Musicoterapia al Craveri con i malati di Alzheimer

Musicoterapia al Craveri con i malati di Alzheimer

L’Istituto Mons. Craveri ha deciso di inserire la Musicoterapia tra le attività  del Nucleo Alzheimer, per aprire canali di comunicazione e per far riaffiorare ricordi

30/06/2015 di Luigina Ambrogio

A partire da quest’anno l’Istituto Mons. Craveri ha deciso di inserire la Musicoterapia tra le attività  del Nucleo Alzheimer. Il progetto, avviato dal mese di gennaio, è stato proposto dalla coop. sociale Isoinsieme che applica il “Modello Benenzon” (uno dei cinque riconosciuti dalla Federazione mondiale di Musicoterapia). La musicoterapia utilizza il suono, la musica e il movimento per aprire canali di comunicazione e per far riaffiorare ricordi, poiché la dimensione musicale è facilmente accessibile, al di là del livello raggiunto dalla demenza senile. L’obiettivo è di sviluppare le capacità relazionali, accrescere l’autostima e la considerazione di se stessi, aumentare i tempi di attenzione, mantenere capacità residue, incentivare l’utilizzo dell’espressione vocale e linguistica, sviluppare codici di comunicazione non verbale condivisi, migliorare la qualità della vita, accompagnare  famigliari e operatori nella scoperta della comunicazione non verbale. Ovviamente si punta a un mantenimento delle capacità residue; non si può pensare a un progresso delle capacità, ma pian piano riaffiorano flash, avvenimenti…

 

Su La Fedeltà di mercoledì 1° luglio ampio servizio su questa attività e sui nuovi progetto al Mons. Craveri

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